Il laboratorio

Un altro dei laboratori del gusto che la condotta di slow food agrigento organizza durante la 10 giorni di eventi per il 73 Mandorlo in fiore, rientra fra i laboratori dedicati ai patrimoni Immateriali Unesco:  Pratica agricola tradizionale di coltivazione della vite ad alberello della comunità di pantelleria

Laboratorio su:

Pratica agricola tradizionale di coltivazione della vite ad alberello della comunità di pantelleria

Intervengono:

  • Francesco abate e Nanni Cucchiara – Slow wine
  • Rosario Di Lorenzo – Università Palermo Facoltà Agraria
  • Azienda agricola Serracchia – Pantelleria
  • Azienda agricola Ferrantes – Pantelleria

Dove: Palacongressi – Villaggio Mosè

Quando: Giovedì 8 Marzo ore 17.00

Posti disponibili: 50

Costo: Ingresso gratuito su prenotazione

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Il laboratorio

Un altro dei laboratori del gusto che la condotta di slow food agrigento organizza durante la 10 giorni di eventi per il 73 Mandorlo in fiore, rientra fra i laboratori dedicati ai patrimoni Immateriali Unesco:  Pratica agricola tradizionale di coltivazione della vite ad alberello della comunità di pantelleria

Laboratorio su:

Pratica agricola tradizionale di coltivazione della vite ad alberello della comunità di pantelleria

Intervengono:

  • Francesco abate e Nanni Cucchiara – Slow wine
  • Rosario Di Lorenzo – Università Palermo Facoltà Agraria
  • Azienda agricola Serracchia – Pantelleria
  • Azienda agricola Ferrantes – Pantelleria

Dove: Palacongressi – Villaggio Mosè

Quando: Giovedì 8 Marzo

Posti disponibili: 50

Costo: Ingresso gratuito su prenotazione

La vite ad alberello

Il 26 novembre a Parigi viene iscritto nella lista dei beni Patrimionio dell’umanità. la vite ad alberello di Pantelleria . È la prima volta che l’Unesco attribuisce questo riconoscimento a una pratica agricola, riconoscendone il valore storico-culturale una tipologia tradizionale di allevamento della vite ancora presente oggi sull’isola. Nessun Paese, prima dell’Italia, era mai riuscito a iscrivere nella celebre lista una pratica agricola.

La tecnica di coltivazione fu introdotta dai fenici e poi perfezionata e tramandata nei secoli attraverso istruzioni pratiche e orali in dialetto locale, da generazioni di vinai e contadini dell’isola di Pantelleria,. Oggi 5000 abitanti continuano a coltivare piccoli lotti di terra usando questa antica tecnica capace di produrre splendidi frutti in condizioni estreme. L’isola di Pantelleria è infatti caratterizzata da una costante ventosità (Bent-el-Rhia, appunto “figlia del vento” in arabo), da una scarsa piovosità compensata da una grande umidità.

La tecnica di coltivazione per meglio adattarsi alle caratteristiche del territorio di Pantelleria, prevede diverse fasi basate sulla creazione di buche di terreno profonde circa 20 centimetri e che vede il vigneto prendere forma di piccoli alberelli all’interno di queste conche. L’umidità della notte che vi si raccoglie e non si disperde nutre la pianta, mentre il sistema potatura fa si che la pianta si sviluppi con un andamento orizzontale e quasi strisciante sul terreno, in questo modo la vite sopravvive al vento costante che soffia sull’isola.

La fase finale della coltivazione coincide con la vendemmia interamente manuale che inizia alla fine di luglio e prosegue fino a settembre, caratterizzata da riti e festeggiamenti che coinvolgono gli abitanti dell’isola.

Le uve ricavate da questi vigneti unici al mondo sono la materia prima per la vinificazione del pregiato Zibibbo, marchio vitivinicolo italiano famoso nel mondo

La vite ad alberello di Pantelleria, per le sue caratteristiche, viene consacrata un modello di allevamento da salvaguardare, promuovere per la sua alta sostenibilità, in quanto la sua coltivazione è interamente manuale e perché le terrazze sorrette dai muretti a secco delineano il paesaggio di Pantelleria e lo difendono dall’erosione; ma anche per il suo alto livello sociale identificando gli abitanti di Pantelleria come vinai, spronandoli a impegnarsi per preservare questa pratica e di conseguenza preservare l’isola.

La vite secondo l’Unesco

La Pratica agricola tradizionale di coltivazione della vite ad alberello della comunità di Pantelleria inscritto nel 2014 nella lista dei rappresentanti del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità-

La tradizionale pratica della coltivazione di viti cespugliose (“vite ad alberello”) viene trasmessa attraverso generazioni di viticoltori e agricoltori dell’isola mediterranea di Pantelleria. Circa 5.000 abitanti possiedono un appezzamento di terreno, che coltivano con metodi sostenibili. La tecnica consiste di diverse fasi. Il terreno viene preparato livellando il terreno e scavando una depressione per piantare la vite. Il gambo principale della vite viene quindi potato con cura per produrre sei rami, formando un cespuglio con una disposizione radiale. La cavità è costantemente rimodellata per garantire che la pianta stia crescendo nel giusto microclima. Le uve da vino vengono poi raccolte a mano durante un evento rituale a partire dalla fine di luglio. I viticoltori e gli agricoltori di Pantelleria, uomini e donne, praticano “vite ad alberello” ‘in condizioni climatiche difficili. Le conoscenze e le abilità dei portatori e dei praticanti vengono tramandate nelle famiglie attraverso istruzioni orali e pratiche nel dialetto locale. Inoltre, rituali e festival organizzati tra luglio e settembre consentono alla comunità locale di condividere questa pratica sociale. Gli abitanti di Pantelleria continuano a identificarsi con la viticoltura e si sforzano di preservare questa pratica.

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